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Indagine profonda e precisa, che propone quesiti interessanti, ma che fa capo ad atti e momenti diversi ad ogni contatto tra l'opera in sé ed il fruitore. Ad ogni ascolto di una musica, ad ogni visione di un dipinto, ad ogni lettura di un brano si accende una magia diversa. O non si accende nulla.

E' la ricerca razionale di un evento irrazionale per definizione.

In sostanza, la musica è un insieme di rumori, un romanzo è una fantasia spesso bislacca, un dipinto è uno straccio sporcato e fissato ad un telaio in legno.

Spiegare l'arte equivale a disconoscerla. A negarne la magia.

E’ la parte divina del complesso umano. La sola differenza che seguiterà a distinguere il prodotto del cervello umano dal prodotto del cervello robotico.

Ed ecco l’impossibile immaginato dall’uomo. Quello che mai accadrà.

Io ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.

Vascelli in fiamme al largo dei bastioni di Orione.

Raggi Beta balenare nel buio davanti alle porte di Tannhauser.

E tutto questo andrà perduto come lacrime nella pioggia.

E’ tempo di morire.

(culmine del monologo finale del replicante Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer, nel film di fantascienza cult del 1982, Blade Runner. È un momento iconico in cui Batty, prima di morire, descrive visioni di battaglie spaziali, sottolineando come le sue esperienze, anche quelle di un essere artificiale, siano state intense, ma destinate a perdersi nel tempo.)

Blade Runner è un film del 1982 diretto da Ridley Scott.

È un'opera di fantascienza basata su una sceneggiatura scritta da Hampton Fancher e David Webb Peoples, liberamente ispirata al romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick del 1968.

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